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noi con gli infermieri

 

 

 

 

vaccino cittadinoComunicato stampa 21 aprile 2021

Nicola Draoli presidente di Opi Grosseto ricorda: “Siamo tutti consapevoli della tensione e della stanchezza di questo periodo, ma solo creando un’alleanza possiamo far sì che la campagna vaccinale vada avanti con meno intoppi”.
 
 
“Chiediamo ai cittadini pazienza e collaborazione nei confronti dei colleghi infermieri, degli oss e degli altri operatori coinvolti in questo momento nella campagna vaccinale”. È l’appello che Nicola Draoli, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto lancia nei confronti della popolazione, in un momento in cui la campagna vaccinale sta subendi momenti di arresto e difficoltà legati perlopiù a cambiamenti continui ed incessanti dei programmi, determinando alcuni disagi per i cittadini.  Negli ultimi giorni, infatti, l’Opi ha ricevuto alcune segnalazioni da parte di infermieri impegnati nei punti vaccinali di momenti di nervosismo e tensione, prontamente risolti solo perché il personale infermieristico è preparato anche a gestire la relazione terapeutica. 
 
“La campagna vaccinale, come tutti sappiamo – spiega Draoli -, viene gestita direttamente dalla Regione Toscana con il sistema ‘prenota vaccini’ o con il sistema di invio diretto per alcune categorie di persone ed è soggetta a continui cambi di programma . Questo significa che le figure professionali presenti negli hub vaccinali non solo non hanno nessuna voce in capitolo sulle liste di attesa, e non possono quindi intervenire sui meccanismi di prenotazione, né sui criteri che permettono l’accesso alla vaccinazione, ma sono anche in difficoltà a fornire le giuste informazioni, sempre più veloci repentine e provvisorie . Per avere chiarimenti e informazioni, infatti, è necessario rivolgersi al numero verde 800 11 77 44, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 17, per informazioni sulle vaccinazioni delle persone con più di 80 anni, mentre bisogna chiamare il numero verde 800 43 25 25 dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì, per avere notizie sul percorso da seguire per le persone con elevata fragilità. 
 
I nostri professionisti si stanno spendendo, ogni giorno, per contribuire in modo concreto alla vaccinazione della popolazione ed è importante che trovino, nei cittadini, degli alleati. Sappiamo bene, perché riguarda anche noi infermieri e operatori sanitari, che i sentimenti che prevalgono in questo momento, a oltre un anno dall’inizio della pandemia, sono la stanchezza, la preoccupazione, il nervosismo, a volte la rabbia. Tutte emozioni che ponendosi con collaborazione e rispetto verso gli altri possono essere gestite con serenità”, sottolinea Draoli. 
 
Inoltre, ricorda il presidente di Opi Grosseto “… l’Ordine è a disposizione dei colleghi per ascoltare le loro richieste e, in qualità di ente sussidiario dello Stato, in caso di criticità e per ridurre le difficoltà che si incontrano nel percorso vaccinale, sta portando avanti da tempo un dialogo propositivo con la Regione o con le amministrazioni locali”.

Da www.fnopi.it - del 13 aprile 2021

Tre richieste precise: subito una circolare del ministero della Salute per consentire l’applicazione dell’allentamento dell’esclusiva degli infermieri prevista nel decreto Sostegni, perché possano scendere in campo anche fuori dell’ospedale i 270mila dipendenti che moltiplicherebbero in modo esponenziale le vaccinazioni.

Una stabilizzazione dell’allentamento dell’esclusiva che consenta agli infermieri non solo l’intervento nella campagna vaccinale, ma l’assistenza anche sul territorio ai soggetti più fragili, soprattutto a quelli che durante la pandemia sono stati trascurati dai vari livelli di assistenza e che ora vanno recuperati per non mettere a rischio la loro salute.

Sul modello già applicato a farmacisti e farmacie, consentire maggiore autonomia agli infermieri che operano sul territorio occupando ogni porzione e spazio del Servizio sanitario nazionale, i quali senza necessità di preparazioni particolari o tutoraggi (sono già vaccinatori da anni nei centri vaccinali) potrebbero allargare la platea dei vaccinati fino al domicilio, a vantaggio soprattutto dei più fragili.

In questo modo l’immunità di comunità (o di gregge) entro luglio diventa un traguardo non solo da raggiungere, ma assolutamente raggiungibile.

Parla chiaro la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche in una lettera inviata a Draghi, Speranza, Gelmini e per conoscenza Figliuolo, Curcio e Bonaccini: gli infermieri sono vaccinatori da sempre e per professione, ma prevedere il loro intervento solo sulla carta senza dargli il necessario appoggio programmatorio e normativo significa legargli le mani e non consentirgli, nonostante le previsioni, di intervenire come vaccinatori non solo per chi arriva in ospedale o nelle strutture delle aziende sanitarie.

Proprio per questo – scrive la presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli nella lettera rivolgendosi ai massimi responsabili delle istituzioni – vi chiediamo di sostenere, come fatto per i farmacisti e senza necessità come accade in alcune Regioni di prevedere interventi improbabili di operatori non adeguatamente formati che rappresenterebbero un rischio anche per la salute della popolazione, l’introduzione già nella fase di conversione del Decreto-legge 22 marzo 2021 n. 41 della possibilità per gli infermieri e gli infermieri pediatrici di svolgere l’attività di vaccinazione in autonomia e di prevedere le regole uguali per tutti per l’allentamento dell’esclusiva e le possibilità di intervento degli infermieri”.

“Si tratta – aggiunge – di affrontare con il massimo della potenzialità assistenziale la pandemia e si tratta di velocizzare quanto più possibile la vaccinazione per far fronte a contagi e decessi, ma anche di soddisfare i bisogni di salute dei più fragili che durante la pandemia sono stati trascurati”.

“Gli infermieri si sono da subito resi disponibili per un intervento efficiente, efficace e autonomo, in modo anche da lasciare libertà di azione agli altri professionisti coinvolti – conclude Mangiacavalli nella lettera – ma per consentire queste attività è richiesto di apportare le necessarie modifiche alla normativa vigente, oltre che un coordinamento e un monitoraggio sull’attuazione delle norme che non le lascino solo sulla carta, ma le attuino a pieno regime, aumentando l’efficienza del nostro servizio sanitario nazionale”.

ObbligovaccinaleCari colleghi proviamo a fare un po' di chiarezza su questo Decreto Legge. Intanto è bene precisare che come ogni DL esso è immeditamente attuativo una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale, anche se deve essere comunque convertito in Legge e quindi potrebbe risentire di modifiche ed emendamenti. 

L’art. 4 del suddetto decreto-legge dispone l’obbligo di vaccinazione, per quanto qui d’interesse, degli operatori sanitari, che costituisce, dunque, requisito essenziale per lo svolgimento delle prestazioni lavorative. Solo in caso di accertato pericolo per la salute dell’operatore, attestata dal medico di medicina generale e da relazioni cliniche documentate, la vaccinazione potrà essere omessa o differita (si veda art. 4, c. 2, D.L. n. 44/2021).

Entro Il 6 aprile ci viene chiesto, come Ordini, di inviare in Regione Toscana elenco albo Infermieri e infermieri pediatrici con indicazione del luogo di residenza. Trattandosi di una norma di legge vigente l’Ordine, ente pubblico che agisce quale organo sussidiario dello Stato, non si può esimersi dalla trasmissione dei dati richiesti.

Preme in questa sede ricordare che l'albo è già pubblico per chiunque voglia consultarlo e che, per altro, è prassi  inviare elenco albo presso altre pubbliche amministrazioni, esattamente come nel caso inverso ci viene mandato ad esempio casellario giudiziale o certificato di residenza da altre pubbliche amministrazioni. In questa prima fase quindi niente di particolarmente diverso dal solito flusso comunicativo tra Enti. 

La stessa cosa avviene da parte delle Aziende Sanitarie che invieranno elenco dipendenti alla Regioni.

Entro dieci giorni dalla trasmissione dei suddetti elenchi, le regioni e le province autonome dovranno verificare lo stato vaccinale dei soggetti risultanti dagli stessi.

Una volta ricevuta tale segnalazione, l’azienda sanitaria invita l’interessato a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell'invito, la documentazione comprovante l'effettuazione della vaccinazione, l'omissione o il differimento della stessa ai sensi del comma 2, ovvero la presentazione della richiesta di vaccinazione o l'insussistenza dei presupposti per l'obbligo vaccinale di cui al comma 1. 

Quindi sembra valere anche che si possa esonerare il collega che non si sia ancora vaccinato ma che abbia presentato richiesta d farlo appena disponibile la dose. Così come già detto è esonerato dall'obbligo colui che non puà farlo per motivi di salute. 

In caso di mancata presentazione della documentazione di cui al primo periodo, l'azienda sanitaria locale, successivamente alla scadenza del predetto termine di cinque giorni, senza ritardo, invita formalmente l'interessato a sottoporsi alla somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2, indicando le modalità e i termini entro i quali adempiere all'obbligo di cui al comma 1. In caso di presentazione di documentazione attestante la richiesta di vaccinazione, l'azienda sanitaria locale invita l'interessato a trasmettere immediatamente e comunque non oltre tre giorni dalla somministrazione, la certificazione attestante l'adempimento all'obbligo vaccinale”.

Decorsi i termini sopra indicati, l’azienda sanitaria locale competente “accerta l'inosservanza dell'obbligo vaccinale e, previa acquisizione delle ulteriori eventuali informazioni presso le autorità competenti, ne dà immediata comunicazione scritta all'interessato, al datore di lavoro e all'Ordine professionale di appartenenza”.

L'adozione dell'atto di accertamento da parte dell'azienda sanitaria locale determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2”.

La suddetta sospensione è determinata in via diretta, pertanto, dall’accertamento disposto dall’azienda sanitaria, non discenderebbe un provvedimento autonomo da parte dell’Ordine di riferimento che però è tenuto comunque a dare immediata comunicazione all’interessato della sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2 (si veda art. 4, c. 7, D.L. n. 44/2021). Come precisato dalla norma in esame, la sospensione si riferisce, in ogni caso, alle sole mansioni che implicano il contatto interpersonale o che comportino comunque il rischio di contagio da SARS-CoV-2; ad ogni modo, l’operatore potrà svolgere, su eventuale decisione del datore di lavoro, tutte le attività diverse da quelle sopra descritte.

La Federazione Nazionale è in contatto con le altre Federazioni Nazionali degli Ordini sanitari coinvolti al fine di concordare indicazioni omogenee e si sta altresì attivando per le necessarie interlocuzioni in vista del successivo processo di conversione in legge.

vaccinazionneValutato il Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all'attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro OPI Grosseto mette questo spazio a disposizione delle Aziende che necessitano di infermieri vaccinatori.

Per essere inseriti è necessario inviare mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con oggetto "manifestazione di interesse infermieri punti vaccinali" specificando:

 - Nome Azienda; Luogo fisico dove verrà istituito punto vaccinale; Mail e telefono di contatto per raccogliere manifestazione di interesse.

Si fa presente ad Aziende e Infermieri che tale manifestazione di interesse può prevedere Infermieri Liberi Professionisti, Infermieri non occupati stabilmente o con contratto privato che prevede attività fuori orario e  - In ottemperanza all'art 20 comma 464-bis del "DL Sostegni" - agli infermieri pubblici dipendenti del SSN svincolati da vincolo di esclusività per attività vaccinale.

L'OPI di Grosseto non entra nel merito degli accordi economici, nè entra nel merito di ogni interlocuzione di carattere organizzativo, ma suggerisce le seguenti linee di indirizzo per le Aziende  su cui si mette a disposizione per quanto concerne dubbi legati a formazione, competenze, iscrizione albo:

LINEE DI INDIRIZZO PER AZIENDE E PROFESSIONISTI

Requisiti necessari per tutela Professionista e Aziende Interessate

 - Far dichiarare: numero iscrizione Albo OPI di appartenenza (è possibile visionare albo provinciale qua  O albo nazionale qua)

 - Far dichiarare possesso polizza assicurativa contro gli infortuni, RCT e per colpa grave, comunque necessaria anche se il DL 44/2021 istituisce il così detto "scudo penale". Si ricorda che la Polizza in convenzione FNOPI ha già dichiarto la piena copertura per attività vaccinale

 - Chiedere certificazione (così come richiesto dal protocollo e per tutela sia dell'Azienda che del professionista) del corso ISS vaccinazione a questo indirizzo

 - Si suggerisce a mero titolo esemplificativo per i NON possessori di P.IVA di valutare  compensi lordi omnicomprensivi come prestazione occasionale o in co.co.co. da liquidarsi dietro presentazione della relativa fattura . I professionisti possono operare in gestione separata alla cassa previdenziale ENPAPI. La misura del contributo, per i dipendenti che faranno prestazioni occasionali o in co.co.co, è del 24%, suddiviso in 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del professionista.

ELENCO AZIENDE CHE HANNO MANIFESTATO INTERESSE PERSONALE INFERMIERISTICO VACCINAZIONI

 

 

Nome Azienda

Luogo 

Telefono

Mail 

La Selva società bioagricola a r.l. S.P. 81 OSA 7
58015 Albinia GR
 0564/88481 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

vianella agostinelliGrosseto, venerdì 2 aprile 2021
Comunicato stampa
 
Dall’Opi gli auguri di buon lavoro alla dottoressa Agostinelli
 
Nominata la nuova direttrice del dipartimento delle professioni infermieristiche e ostetriche della Asl Toscana sud est. Draoli: “Grazie al dottor Baragatti per il lavoro di questi anni e siamo pronti a collaborare per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini” 
 
“Auguri di buon lavoro alla dottoressa Vianella Agostinelli e grazie al dottor Lorenzo Baragatti per l’impegno di questi anni”. Commenta così Nicola Draoli, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto, l’incarico di direttrice del dipartimento delle professioni infermieristiche e ostetriche della Asl Toscana sud est. “Siamo pronti come Opi a collaborare, ci auguriamo e siamo sicuri di poter trovare, insieme, spazi per i rispondere ai bisogni di salute della popolazione, attraverso la professione infermieristica. Potremo farlo sia in ambito ospedaliero che territoriale, partendo dalla valorizzazione delle innumerevoli competenze autonome e specifiche che gli infermieri hanno e che sono ottenute attraverso le specializzazione universitarie e la pratica e l’expertise acquisite sul campo. Il momento che stiamo vivendo ci fa spesso lavorare sull’emergenza, ma non dobbiamo dimenticarci che oltre alla pandemia esistono bisogni di salute che possono trovare risposta attraverso percorsi specifici in cui gli infermieri possono avere un ruolo fondamentale”.
 

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