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noi con gli infermieri

 

 

 

 

chiuso

 

Si comunica agli iscritti la chiusura per ferie estive degli uffici OPI Grosseto dal 10 Agosto 2020 al 21 agosto 2020. Ovvamente il Consiglio Direttivo resta a disposizione indipendentemente dalla chiusura amministrativa degli uffici. 

Da sempre spieghiamo la differenza tra Ordine e Sindacato. Vedi Un Ordine non è un Sindacato e viceversa (2). Ma da sempre diciamo anche che l'Ordine sostiene le rivendicazioni per un contratto dignitoso e non potrebbe essere altrimenti visto che siamo tutti infermieri. La Federazione, di cui faccio parte come consigliere, uscì fin da subito nel 2018,  proclamandosi a fianco di chi chiedeva un CCNL dignitoso: "La Federazione non può ignorare che dopo dieci anni di assenza di contratto per gli infermieri la questione vada perfino al di là dei rinnovi degli accordi, ma sia una reale questione di dignità professionale" (https://www.fnopi.it/aree-tematiche/contratto-2016-2018/). Come allora, e come più volte accaduto, usciamo anche adesso a fianco dei colleghi che operano in sanità privata.

Perchè gli Ordini non sono sindacati, non hanno gli strumenti dei sindacati (non possono indire uno sciopero ad esempio),  non hanno le responsabilità dei sindacati (non siedono ai tavoli di contrattazione), ma sicuramente sono a sostegno di chi chiede maggiori ritorni economici e condizioni lavorative adeguate per tutti noi. Nicola Draoli 

FNOPI solidale con i professionisti della Sanità privata: “Non ratificare la preintesa mortifica i diritti degli operatori”

sanità privata

“Non entriamo nel merito dello sciopero, legittimo peraltro, proclamato da Cgil, Cisl, Uil per la mancata chiusura definitiva del contratto della Sanità privata, ma la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche sottolinea comunque il grave danno ai lavoratori e l’irresponsabilità di allungare ancora i tempi di un contratto scaduto ormai da quattordici anni”.

La FNOPI prende posizione a favore degli operatori della sanità privata che si sono visti prima, a giugno, sottoscrivere una preintesa per il rinnovo di un contratto scaduto nel 2006, poi supportare l’equiparazione con i colleghi del servizio pubblico grazie all’impegno di ministero e Regioni a garantire più risorse al sistema per compensare il 50% dell’aumento del costo contrattuale necessario a parificare i salari del personale pubblico e privato accreditato, ma solo 50 giorni dopo si sono sentiti “annullare” i patti presi e le intese sottoscritte con la parte datoriale.

“E’ un comportamento che davvero non riconosce il valore del lavoro svolto soprattutto durante la pandemia, ma nemmeno quello per cui il settore privato può permettersi sempre di essere complementare al pubblico: come accade nel Ssn, anche nelle strutture accreditate (e in quelle private) la colonna portante del sistema sono i professionisti che fanno la differenza e garantiscono la qualità”.

La FNOPI già nella sua lettera di otto richieste a Governo e Regioni inviata ad aprile aveva sottolineato in uno dei punti, la necessità che tutte le novità chieste per il servizio pubblico (adeguamenti salariali, normativi, riconoscimento delle identità e di un’area contrattuale autonoma ecc.) servissero anche per accreditare e autorizzare le strutture private dove dovrebbero essere inserite e previste a questo scopo.

“Una richiesta legata alla naturale tutela della professione di cui la Federazione è garante e he ora, con questo ennesimo atto di prepotenza nei confronti dei lavoratori, viene del tutto disattesa. Siamo assolutamente solidali con i professionisti delle strutture private e altrettanto sconcertati da un comportamento che, specie in questo periodo, davvero non ha giustificazioni in nessun tipo di evidenza né economica dopo quattordici anni di vacanza contrattuale, né tantomeno sociale visto l’impegno dei professionisti ormai sotto gli occhi di tutti”.

infermieri universitaPubblicato il bando di ammissione per i corsi di laurea per le Professioni sanitarie a.a. 2020-2021
  • La domanda di ammissione deve essere presentata dalle ore 10 del 13 luglio al 6 agosto tramite la segreteria on line.

jama pediatricsCon estremo piacere divulghiamo la traduzione del collega Grossetano Andrea Minucci di un interessante articolo pubblicato su Jama Pediatrics. L'articolo pone delle riflessioni basate su prove di efficacia che ben si collegano a quanto abbiamo proposto sulla presenza infermieristica nelle scuole.

"Se i genitori devono lavorare e i nonni devono diventare i principali custodi dei bambini, il rischio aumenta significativamente dato che queste persone sono di per sé a maggior pericolo di malattie gravi ed infatti è ciò che è accaduto in Italia nelle prime 2 settimane in cui è stata decisa la chiusura della scuola mentre altre attività lavorative non sono state interrotte. Inoltre, la chiusura delle scuole può causare rischi di approfondimento delle disuguaglianze sociali, economiche e sanitarie, in particolare nei paesi a reddito limitato."

Buona lettura!

ARTICOLO JAMA PEDIATRICS

InfermieriScuole2

COMUNICATO STAMPA 28 LUGLIO 2020

Il rientro a scuola dei bambini è uno dei temi su cui le istituzioni, a più livelli, si stanno interrogando. Anche l’Ordine degli infermieri di Grosseto, in prima linea in questi mesi per fronteggiare l’emergenza Covid, vuole dare il proprio contributo per rendere il rientro negli istituti scolastici più sereno per i ragazzi, le loro famiglie, ma anche per il corpo docente e il personale ausiliario. «Noi infermieri abbiamo il compito di migliorare la salute della comunità, non solo mettendo la nostra professionalità a disposizione di cittadini nei luoghi di cura, ma anche dando il nostro contributo all’interno della società – spiega il presidente Nicola Draoli – Per questo abbiamo avviato una riflessione che vogliamo condividere anche con gli amministratori locali, per mettere le nostre competenze a disposizione della scuola.

I bambini in età prescolare e scolare, infatti, sono soggetti a una serie di disturbi influenzali, dal raffreddore alla tosse, dalla dissenteria alla congiuntivite, che non hanno niente a che vedere con il Covid «ma che, se presenti, potrebbero mettere in difficoltà il personale preposto al triage dei piccoli che dovranno frequentare gli istituti. Pensare di limitare l’accesso ai bambini di fronte a uno solo di questi sintomi renderà le aule spesso vuote, quindi è necessario, a nostro parere, individuare delle modalità di triage più dettagliato e facilitare il compito alla scuola e alle famiglie».

L’indagine E’ di pochi giorno fa la pubblicazione di un’indagine effettuata da infermieri iscritti all’ordine di Grosseto, condotta prima dell’emergenza Covid in un istituto della provincia. «Dalla ricerca, che indagava diversi aspetti – spiega Draoli –  è emerso che il 100% dei docenti intervistati era favorevole all’inserimento di un infermiere scolastico all’interno del proprio istituto. Le motivazioni alla base di questa risposta sono state varie: dall’assistenza ai soggetti con patologia cronica, alla capacità di intervento in caso di emergenza, passando per la presenza di una persona qualifica a cui rivolgere domande e chiedere consigli, possibilità di formare docenti e ragazzi in ambito sanitario».

L’infermiere di comunità «Crediamo – aggiunge Draoli – che l’infermiere di famiglia e comunità potrebbe soddisfare queste necessità, senza essere una figura fissa all’interno della scuola. Potremmo strutturare dei modelli per mettere a disposizione degli insegnanti dei professionisti ai quali rivolgersi in caso di dubbi e difficoltà». L’nfermiere di comunità è una figura su cui il cosiddetto decreto “Rilancio”, convertito in legge (n.77/2020), investe stanziando fondi per le assunzioni: si parla di 8 professionisti ogni 50mila abitanti: «E questo – continua Draoli – significa che nella nostra provincia saranno 36 le nuove assunzioni dedicate a questo tipo di servizio».

Proposte alle amministrazioni locali E nell’idea di collaborazione proposta dall’ordine non rientrano solo gli infermieri, ma anche pediatri di libera scelta, «perché è proprio nella compenetrazione di competenze e professioni che si può creare un vero patto per la salute». Per questo l’Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto si mette a disposizione delle amministrazioni per dare vita a progetti veri e propri. "Abbiamo già proposto incontri ad alcuni amministratori della Provincia, perchè mettersi al lavoro subito, insieme, significa essere pronti per sostenere le scuole in autunno, quando probabilmente varie forme di influenza si presenteranno"

Leggilo anche su: IL TIRRENO - LA NAZIONE

 

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