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noi con gli infermieri

 

 

 

 

noi con gli infermieri

 

Da sempre spieghiamo la differenza tra Ordine e Sindacato. Vedi Un Ordine non è un Sindacato e viceversa (2). Ma da sempre diciamo anche che l'Ordine sostiene le rivendicazioni per un contratto dignitoso e non potrebbe essere altrimenti visto che siamo tutti infermieri. La Federazione, di cui faccio parte come consigliere, uscì fin da subito nel 2018,  proclamandosi a fianco di chi chiedeva un CCNL dignitoso: "La Federazione non può ignorare che dopo dieci anni di assenza di contratto per gli infermieri la questione vada perfino al di là dei rinnovi degli accordi, ma sia una reale questione di dignità professionale" (https://www.fnopi.it/aree-tematiche/contratto-2016-2018/). Come allora, e come più volte accaduto, usciamo anche adesso a fianco dei colleghi che operano in sanità privata.

Perchè gli Ordini non sono sindacati, non hanno gli strumenti dei sindacati (non possono indire uno sciopero ad esempio),  non hanno le responsabilità dei sindacati (non siedono ai tavoli di contrattazione), ma sicuramente sono a sostegno di chi chiede maggiori ritorni economici e condizioni lavorative adeguate per tutti noi. Nicola Draoli 

FNOPI solidale con i professionisti della Sanità privata: “Non ratificare la preintesa mortifica i diritti degli operatori”

sanità privata

“Non entriamo nel merito dello sciopero, legittimo peraltro, proclamato da Cgil, Cisl, Uil per la mancata chiusura definitiva del contratto della Sanità privata, ma la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche sottolinea comunque il grave danno ai lavoratori e l’irresponsabilità di allungare ancora i tempi di un contratto scaduto ormai da quattordici anni”.

La FNOPI prende posizione a favore degli operatori della sanità privata che si sono visti prima, a giugno, sottoscrivere una preintesa per il rinnovo di un contratto scaduto nel 2006, poi supportare l’equiparazione con i colleghi del servizio pubblico grazie all’impegno di ministero e Regioni a garantire più risorse al sistema per compensare il 50% dell’aumento del costo contrattuale necessario a parificare i salari del personale pubblico e privato accreditato, ma solo 50 giorni dopo si sono sentiti “annullare” i patti presi e le intese sottoscritte con la parte datoriale.

“E’ un comportamento che davvero non riconosce il valore del lavoro svolto soprattutto durante la pandemia, ma nemmeno quello per cui il settore privato può permettersi sempre di essere complementare al pubblico: come accade nel Ssn, anche nelle strutture accreditate (e in quelle private) la colonna portante del sistema sono i professionisti che fanno la differenza e garantiscono la qualità”.

La FNOPI già nella sua lettera di otto richieste a Governo e Regioni inviata ad aprile aveva sottolineato in uno dei punti, la necessità che tutte le novità chieste per il servizio pubblico (adeguamenti salariali, normativi, riconoscimento delle identità e di un’area contrattuale autonoma ecc.) servissero anche per accreditare e autorizzare le strutture private dove dovrebbero essere inserite e previste a questo scopo.

“Una richiesta legata alla naturale tutela della professione di cui la Federazione è garante e he ora, con questo ennesimo atto di prepotenza nei confronti dei lavoratori, viene del tutto disattesa. Siamo assolutamente solidali con i professionisti delle strutture private e altrettanto sconcertati da un comportamento che, specie in questo periodo, davvero non ha giustificazioni in nessun tipo di evidenza né economica dopo quattordici anni di vacanza contrattuale, né tantomeno sociale visto l’impegno dei professionisti ormai sotto gli occhi di tutti”.

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