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OPIGROSSETO-POPUP

Competence Infermieri e tecnici

Editoriale del Presidente Nicola Draoli - 29 luglio 2022

Cari collegh* e amic*, spesso funziona così: ci sono delle norme che individuano obblighi specifici per i professionisti, salvo poi non definire sanzioni, conseguenze e percorsi di controllo e verifica e lasciando tutto in un vuoto incerto anche piuttosto lungo. Questo vuoto genera la percezione che nulla succederà e quindi vi è un lento, lentissimo adeguamento. Ad un certo punto, però, arrivano decreti o indicazioni che rendono il tutto immediatamente applicabile con un corri corri generale  e non pochi malumori, sia tra gli iscritti controllati e gli Ordini controllori.   

E’ quello che è successo con la PEC, ad esempio. Nonostante l’obbligo esista da più di 10 anni arriva la Legge 120 del 2020 che definisce senza più mezzi termini la sospensione del professionista che non ha comunicato la PEC al proprio Ordine e le linee applicative per l’Ordine stesso che, se inadempiente, rischia il commissariamento. Questo Ordine già offriva la PEC Gratuita dal 2009 e nonostante avvertimenti, mail, telefonate, pubblicazioni e un lasso di tempo fin troppo generoso rispetto alla Legge per far partire diffide (comunque anch'esse cestinate o non lette) siamo  dovuti arrivare nostro malgrado a diverse sospensioni. Una situazione che non fa piacere mai a nessuno. 

Per gli ECM, però, la questione dovrebbe essere un po’ diversa. Un po’ diversa perché stiamo parlando di formazione e la formazione continua dovrebbe essere uno di quei mandati professionali su cui non ci sarebbe bisogno di Leggi e Deontologia perché insiti nel DNA di ogni professionista. In un mondo ideale non dovremmo essere richiamati all’obbligo formativo, ci formeremmo e basta per intima volontà. Sulla formazione non dovremmo parlare di sanzioni. Ma tant'è. 

Vero è che la questione ECM ha sempre mostrato un lato debole: quello della qualità contro la quantità. È stata gestita infatti negli anni più come una raccolta punti che come un vero percorso ragionato su conoscenze e competenze che servono al professionista rispetto allo specifico setting e ambito lavorativo. 

C’è da dire, tuttavia, che COGEAPS, AGENAS, la Commissione Nazionale, il comitato tecnico delle Regioni e tutti gli organi istituzionali molto hanno fatto per rendere il tutto più aderente alla realtà. Un tutto ancora molto poco conosciuto e praticato dai professionisti, va detto.

Penso alla possibilità di auto formazione (modalità che questo Ordine ha adottato in più di un’occasione) ad esempio per lettura e pubblicazione di articoli scientifici o per attività di tutoraggio o ricerca. Penso alla grande opportunità del Dossier Formativo che ti riconosce crediti semplicemente dichiarando DOVE vuoi formarti di più in base alle tue necessità e ti riconosce ulteriori crediti se hai rispettato quanto dichiarato.

Insomma, i tentativi di colmare il gap tra un sistema di qualità personalizzato sul professionista ed un sistema di mera raccolta punti sono stati molti.

Ma torniamo a quanto scrivevo all’inizio.

Con la chiusura di questo triennio ci avviamo verso alcune conseguenze per chi non sarà in regola. Intanto l’assicurazione per colpa grave non sarà valida per chi non ha conseguito almeno il 70% del debito formativo. Il riferimento è alle polizze per la responsabilità civile verso terzi e per la responsabilità civile verso prestatori d’opera contratte obbligatoriamente dalle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private in base alla legge “Gelli” sulla responsabilità professionale nonché per i professionisti sanitari che operino privatamente al di fuori delle strutture o all’interno di esse in regime di libera professione.

Inoltre vi è l’intenzione di applicare in modo uniforme ed omogeneo  a livello nazionale per tutte le professioni, dopo lustri di attesa, elementi sanzionatori da parte degli Ordini che tuttavia dovranno essere meglio definiti.

Sarebbe davvero un brutto segnale intervenire sulla formazione, sicuramente più brutto che intervenire su una mancata PEC. Ma, come sempre, come già accaduto con la PEC, questo Ordine e la Federazione mettono a disposizioni di tutti la possibilità di mettersi in regola gratuitamente entro la fine dell’anno.

La FNOPI (consultare corsi FAD sul sito www.fnopi.it) ha all’attivo corsi gratuiti per 67 crediti ECM.

Il Nostro Ordine (consultare corsi iscritti OPI GR su www.opigrosseto.it) offre corsi gratuiti ed accreditati (nel 2022 ha offerto corsi ECM per un totale di 22 crediti ECM ed altrettanti in arrivo per una stima di almeno 40 crediti a fine anno solo per il 2022)

Non solo: la FNOPI ha immediatamente riconosciuto 30 crediti ECM con il dossier formativo di gruppo per tutti gli infermieri italiani

E ancora: La riduzione di 1/3 dell’obbligo formativo di questo triennio come definito pochi giorni fa dal COGEAPS

E questo al netto di eventuali altri corsi ECM organizzati dalla vostra Azienda, datore di lavoro etc.

Cosa vuol dire in parole povere?

Che anche senza bonus maturati dal triennio precedente, un professionista, male che vada,  avrà un debito formativo di 70 crediti ecm  su TRE anni (150 – riduzione di 50 crediti – 30 crediti dossier) con un ventaglio di possibilità  - solo quest’anno senza contare i precedeti due -  di almeno 90 crediti ECM gratuiti offerti tra OPI Grosseto e FNOPI.

Il mio invito quindi è quello di controllare fin da ora la vostra situazione su COGEAPS (trovate tutto scritto nella sezione “ECM” del  sito opigrosseto.it). Gli uffici dell’Ordine sono a  disposizione per ogni supporto, compreso il caricamento di corsi non ancora visualizzabili e le possibilità di supportarvi per caricare ulteriori esoneri ed esenzioni (maternità, formazione post base, malatia etc etc)

Grazie per l'attenzione a tutt* voi. 

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