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PATTO OPI/Politica Comunale

Candidati Infermieri 

amminisytrative 2021 votauninfermiere2021

 

 

 

Il video della trasmissione in diretta del 21 settembre, Maremma In Diretta, con Carlo Sestini. 

I candidati infermieri alle prossime elezioni amministrative del capoluogo sono quelli che hanno mandato adesione all'incontro entro il 14 settembre a questa segreteria, come pubblicato a fine agosto sui nostri canali comunicativi. E' stato un momento propositivo, progettuale, pulito, pacato che dimostra ancora una volta come lo sguardo infermieristico anche nell'impegno poilitico sia prima di tutto attento, rispettoso e ricco di contenuti.

 

Continuano i corsi gratuiti ed accreditati per tutti gli iscritti OPI Grosseto. il 21 Ottobre dalle 9:30 alle ore 12.30 la prima edizione di "Assistenza infermieristica:  terapie d’aiuto al paziente oncologico e al bambino oncologico" che riconosce 3,9 crediti ECM. Responsabile scientifico: Sara Pisano. Docenti: Valentina Mancuso e Sara Pisano. Per iscriversi mandare mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
 
paziente oncologico

Fialdini Stati GeneraliStamani il Presidente delle Professioni Infermieristiche di Massa Carrara Luca Fialdini, in rappresentanza degli Opi della Toscana, ha partecipato alla seduta della III Commissione della Regione Toscana sugli Stati Generali della Salute.

Sono stati condivisi con i Consiglieri Regionali e il Presidente Enrico Sostegni i punti programmatici del patto per l’infermieristica in Toscana 2020-2025. In Italia mancano più di 60mila infermieri.

Il Presidente Giani ha annunciato la sospensione di 4500 operatori in Toscana per inosservanza dell’obbligo vaccinale. Essenziale sopperire alla grave carenza infermieristica, scorrendo la graduatoria ESTAR, per garantire esiti di sicurezza, qualità delle cure e il tutoraggio propedeutico, così come descrivono gli studi nazionali e internazionali (ad. es. 1 infermiere ogni 6 pazienti nelle aree mediche e chirurgiche). Occorre garantire prossimità, implementando su tutto il territorio regionale il modello dell’Infermieristica di Famiglia e Comunità (oggi presente in Toscana a macchia di leopardo e con poche risorse), permettendo agli infermieri di prescrivere ausili, riprogrammando cure domiciliari e case della comunità. Fondamentale rivedere il sistema emergenza-urgenza regionale, diffondendo su tutto il territorio l’ambulanza infermieristica e il modello del “see and treat”. E’ necessario risconoscere il ruolo di esperti e specialisti agli infermieri, valorizzandoli professionalmente ed economicamente. Per questo, per la parte economica è stato fatto un appello a tutte le organizzazioni sindacali. Occorrono ricercatori e professori di med-45 nelle nostre università per fare ricerca e per allineare i piani didattici. “Fare squadra” è il giusto presupposto per fare buona sanità e garantire Salute. Gli infermieri vogliono lavorare insieme a tutti gli altri operatori e con tutti vogliamo rendere il nostro Servizio sanitario regionale un modello per l’intero Paese. Per attuare il PNNR serve coraggio e gli infermieri ci sono stati, ci sono e ci saranno in futuro per i cittadini.

Il patto è visionabile A QUESTO LINK

Come preannunciato ricordiamo l'appuntamento live di domani per chi ha voluto usufruirne (vedi locandina). Ci sono altri canddiati infermieri per le imminenti elezioni amministrative, alcuni dei quali hanno usufruito anche dello spazio che abbiamo loro riservato e che potete visionare nella sezione in evidenza in home page "vota un infermiere". Come sempre, nella libera scelta,  buon voto e buon impegno a tutti nessuno escluso. La pluralità di candidature trasversali alle tante proposte partitiche e civiche è un bel segnale per la comunità infermieristica. 

maremma in diretta 21 settembre

Infermieri: ne mancano oltre 60mila secondo la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI).

E senza una soluzione alla carenza di organico chi rischi adi più è l’assistenza, ma anche l’applicazione del PNRR che punta tutto sull’assistenza territoriale.

E ne mancano, anche in base alle dimensioni regionali, quasi 27mila a Nord, circa 13mila al Centro e 23.500 al Sud e nelle Isole.

Eppure quella dell’infermiere è la professione del futuro e lo è con maggiori responsabilità, specializzazioni e infungibilità della professione. All’estero tutto ciò c’è già e gli infermieri,  ad esempio in Spagna, Francia, Regno Unito, sono anche prescrittori di farmaci non specialistici e di presidi sanitari. Che sia la professione sanitaria del futuro è evidente: nel 2020 è stata l’unica laurea tra le sanitarie che ha visto aumentare le domande di quasi l’8% contro una diminuzione, più o meno evidente, delle altre e secondo i dati a un anno dalla laurea in tempi pre-Covid già l’80% era in servizio. Ma c’è carenza: il rapporto infermieri-abitanti in Italia è di 5,5-5,6 infermieri ogni mille abitanti, uno dei più bassi d’Europa secondo l’Ocse e il rapporto infermieri-medici, che dovrebbe essere secondo standard internazionali 1:3 è, sempre secondo l’Ocse, inferiore di 1:1,5.

La pandemia ha posto sotto gli occhi di tutti quello che già da anni fà, con la sua laurea, i master, i dottorati di ricerca e, ora, la richiesta chiara di scuole di specializzazione e dell’infungibilità della professione.

L’infermiere assicura il buon andamento delle strutture anche evitando eventuali carenze o atti impropri di altre figure, ma deve essere supportato da un organico numericamente e professionalmente efficiente e dotazioni all’altezza di un’assistenza di qualità, altrimenti c’è il rischio di peggiorare la situazione e trasformare chi dovrebbe organizzare in un capro espiatorio di errori altrui.

La necessità di più infermieri è stata messa in evidenza anche da numerosi centri di ricerca.

Il Censis presentato ha quantificato la carenza rapportando per l’Italia la presenza di infermieri a quella dell’Emilia-Romagna, considerata Regione Benchmark, in 57.000 unità e ha considerato che se il confronto dovesse avvenire con altri partner europei, come ad esempio il Regno Unito – che fa tra l’altro continua richiesta di infermieri italiani – la carenza salirebbe a quasi 300.000 unità.

Secondo il Rapporto Crea Sanità dell’Università di Tor Vergata, la carenza in base ai parametri europei sarebbe di almeno 162.972 infermieri se rapportati al complesso della popolazione e 272.811 se rapportati alla popolazione ultra 75enne, che è quella di riferimento soprattutto sul territorio.

E secondo il concetto di staffing, il rapporto cioè tra infermieri e numero di pazienti assistiti che secondo i parametri medi nazionali e internazionali dovrebbe essere di un infermiere ogni 6 pazienti (ogni due nei servizi come pediatrie o terapie intensive e così via), mentre si assesta da anni a una media di 9,5 pazienti per infermiere con punte in alcune Regioni fino a 17-18 pazienti per infermiere.

Le possibili soluzioni

Per questo la FNOPI ha messo a punto per la prima volta alcune proposte diversificate tra loro su assi a breve, medio e lungo termine per far fronte alla carenza di professionisti con particolare attenzione a residenzialità privata e convenzionata e alle aree interne e disagiate. Il documento diventerà elemento ulteriore di interlocuzioni politiche e istituzionali della Federazione.

Leggi tutto: Carenza infermieristica: servizi e PNRR a rischio. Le proposte operative FNOPI

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