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Garantire la tua saluteLa carenza infermieristica, da anni endemica, ha oggi risvolti che ci preoccupano molto.

L’ultima notizia che ci vede costretti a denunciare le situazioni di disagio che ci giungono sempre più spesso è il taglio non negoziabile di due terzi di infermieri interinali  a partire dal primo di settembre in pieno periodo di ferie programmate.

L'importante studio anche nazionale RN4CAST ci dice che ogni volta che il rapporto pazienti-infermiere è inferiore o uguale a 6:1 la mortalità diminuisce del 20% nelle medicine e del 17% nelle chirurgie. Inoltre, la riduzione della mortalità è pari al 30% quando almeno il 60% del personale assistenziale possiede una formazione specifica infermieristica. Rispetto alle analisi sulle cure mancate, i dati italiani dimostrano che la percentuale media di cure mancate è pari al 41%.  In questo momento nelle aree Mediche del Misericordia, uno dei servizi più in sofferenza insieme al pronto soccorso, ad esempio, rischiamo di spostarci su un rapporto di 1:12. Mentre l’età media degli infermieri in servizio nella nostra ASL ha superato i 52 anni e quasi il 30% ha problematiche fisiche di varia natura, ci sono sostituzioni ampiamente programmabili come i pensionamenti ferme da un anno.

Quello che ci preoccupa, nel nostro ruolo di tutela della salute dei cittadini, è però anche il livello di frustrazione e demotivazione che si respira dappertutto. I modelli professionalizzanti a cui questo Ordine plaude e di cui hanno bisogno i cittadini sono o inattuati o rimasti scritti nella carta e in poche sperimentazioni, o applicati con modalità improvvisate e che, inevitabilmente, si arenano a causa della carenza di personale.

Percorsi come il see and treat o il fast track in pronto soccorso o l’infermiere di famiglia e comunità sono quindi deliberati, voluti, ma  inespressi. Inespressi perché i rapporti con gli assistiti impediscono ogni sviluppo. Nessun attività viene rimodulata: si pretende che tutti si muova a ritmo non solo costante, ma in crescita, senza però adeguare gli organici.

Pensiamo solo alla sanità di iniziativa ferma sul Grossetano da anni proprio a causa della mancanza di infermieri. In questo meccanismo gli infermieri si trovano da una parte richieste di sviluppare attività importantissime, che vorrebbero portare avanti, che non riescono però a seguire dovendo invece, al contrario, garantire lo standard minimo di sicurezza in termini di assistenza. E non si parla di sicurezza a caso: In particolare, infatti, lo studio di cui sopra pubblicato su The Lancet  ha dimostrato che aumentare il carico di lavoro del singolo infermiere di un solo paziente produce un aumento del rischio di mortalità a 30 giorni dal ricovero del 7%.

Questo genera demotivazione, mancato senso di appartenenza aziendale, oltretutto in un sistema vissuto come distante, non collegato, ipertrofico, non comunicativo, in cui la sensazione evidente è di essere considerati numeri  con un mancato investimento su competenze e abilità personali. Gli infermieri sono la spina dorsale del Sistema Sanitario e  hanno uno spiccato senso valoriale, per questo il dovere professionale fa sì che ci si concentri sul nostro mandato cercando di sopperire ogni giorno alle carenze e non ascoltare la fatiche e le difficoltà. Ma così si alimenta solo il rischio di stress e di burn out che sempre gli ultimi studi nazionali ci dicono attestarsi al 39% degli operatori.

Non chiediamo altro se non esseri messi nelle condizioni di poter esprimere le competenze adeguate. La formazione e la specializzazione infermieristica può dare risposte veloci, sicure e appropriate. Ha però bisogno di un sostegno aziendale e anche politico che spesso manca. Non bastano solo delibere, bisogna dar loro gambe e  fondi per sostenerle. Si usano condizionali e sperimentazioni per non scontentare nessuno, ma con il rischio che le delibere non si attuino davvero mai a solo discapito del cittadino e dei professionisti che si sentono – ingiustamente -   causa di questo meccanismo inespresso. Tra quota 100, limitazioni, mancate assunzioni, organico per far fronte a questi nuovi modelli, in Toscana si stima una carenza di oltre 4000 unità che nella nostra Azienda sono almeno 250. E altrettante carenza sono da riferire al personale OSS.


Questo Ordine da sempre si comporta con atteggiamento proattivo, mediatore e culturalmente onesto ma la situazione complessiva ci sta preoccupando molto ed i segnali che scorgiamo non ci rasserenano. La carenza infermieristica è un imperativo da mettere al centro delle agende politiche. Per questo per il mese di settembre/ottobre abbiamo intenzione di organizzare dei percorsi mediatici che accendano le luci sulla questione.

Leggi il comunicato su: IL TIRRENO - LA NAZIONE

estarIl Coordinamento degli Ordini delle Professioni infermieristiche della Toscana, dopo le numerose segnalazioni giunte da numerosi partecipanti al concorso per infermieri che si è svolto ad Arezzo , in merito alla pubblicazione di correttori errati e ad un errata formulazione di alcune domande , chiede alla Direzione ESTAR, l'ammissione alla fase successiva di tutti i 9.500 partecipanti alla preselezione, in considerazione anche del fatto che il loro numero è significativamente inferiore agli annunciati 12.500 iscritti alla prova concorsuale.
Questa significativa riduzione tra il numero di iscritti alla prova concorsuale e la successiva preselezione è un sintomo predittivo che gli infermieri disponibili per la graduatoria saranno in numero inferiore rispetto a quanto successo con il concorso passato. Del resto gli scriventi Ordini, sempre per questo motivo, avevano suggerito di non svolgere affatto nessuna prova preselettiva. 
La ns richiesta di fare accedere tutti alla fase successiva è utile per non rallentare la formazione della graduatoria, che sarà in grado di dare una risposta alle esigenze di personale infermieristico di tutta la nostra Regione. 
Questa ns indicazione sarebbe una scelta di buon senso che sicuramente sarà apprezzata da tutta la categoria infermieristica.

tribunaleDi cosa si tratta? Di una sentenza che ha stabilito che l’azienda sanitaria pubblica di alcuni infermieri ricorrenti dovesse pagare la loro quota di iscrizione all’Ordine. La motivazione il contratto di esclusività che, come noto, riguarda anche gli infermieri nel solo settore pubblico e solo se a tempo pieno. Di conseguenza, visto il vincolo, la quota dell'Ordine secondo il tribunale del lavoro deve essere pagata dall'Azienda.


Perché scriverne? Perché si alimentano considerazioni sugli Ordini inesatte e parziali.
Primo punto: chi entra a guidare un Ordine vi entra perché eletto. Possiamo fare una disquisizione che non avrà mai fine su cosa vuol dire lavorare bene o male per un consiglio direttivo e la parola finale la hanno comunque gli elettori che decidono chi votare. Ma di sicuro vi sono dei doveri che ogni consiglio direttivo deve seguire, e sono quelli normati dalle leggi che istituiscono, regolamentano e coinvolgono gli ordini.

Leggi tutto: Una considerazione sulla sentenza di Pordenone.

Tratto da FNOPI.IT del 5 agosto 2019

Prelievi coatti nei reati stradali: l'infermiere lo esegue perché considerato in questo caso "ausiliario giudiziario"

05/08/2019 - In una circolare FNOPI agli Ordini le procedure da seguire relative al comportamento del personale infermieristico in caso di prelievo coatto secondo Il nuovo codice della strada che agli articoli 186 e 187 prevede espressamente il divieto di guida in stato di ebbrezza e di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti. LA CIRCOLARE 

Quattro procedure in caso di reati stradali che interessano gli infermieri:

  • • l'ufficiale di polizia giudiziaria, acquisito l'ordine del magistrato (anche telefonicamente) dovrà procedere all'accompagnamento presso la struttura sanitaria del soggetto per sottoporlo al richiesto prelievo ematico;
  • • tutte le attività materiali necessarie per attuare il prelievo coattivo dovranno essere eseguite riportando nella relativa presa in carico sottoscritta dal medico responsabile della struttura la richiesta della PG;
  • • il personale sanitario individuato agirà quale ausiliario di polizia giudiziaria ai sensi dell'art, 348 del cpp ( comma 4. La polizia giudiziaria, quando, di propria iniziativa o a seguito di delega del pubblico ministero, compie atti od operazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, può avvalersi di persone idonee le quali non possono rifiutare la propria opera) procederà al prelievo;
  • • la polizia giudiziaria dovrà redigere apposito verbale controfirmato dal medico responsabile con specifica indicazione del trattamento eseguito.

Leggi tutto: Prelievi coatti nei reati stradali: l'infermiere lo esegue perché considerato in questo caso...

chiuso

 

 

Si informano i gentili colleghi che gli uffici dell'Ordine di Grosseto saranno chiusi per ferie estive del personale amministrativo dal 12 al 23 agosto. Ovviamente se le attività amministrative sospendono la loro attività, il consiglio direttivo rimane a vostra disposizione per ogni criticità, problematica, segnalazione, intelocuzione.

 

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